| 1838.Carlo sostiene gli esami di licenza ed è
settimo su quindici candidati. La materia in cui eccelle è la matematica.
1840.Viene mandato a Gaeta come tecnico
incaricato della costruzione della ferrovia Napoli - Caserta.
1841.E' inviato alla fortezza di Civitella del
Tronto, dove scrive una Memoria sulla frontiera nord-orientale del Regno
di Napoli.
1843.Viene richiamato a Napoli e promosso
tenente.
1844.Carlo dichiara il suo amore ad Enrichetta,
già sposata e madre di tre bambini, nel giorno del suo onomastico, il 15
luglio.
1845.Il l° giugno Enrichetta a sua volta
dichiara apertamente di ricambiare l'amore di Carlo.
1846.A Napoli ed in tutta l'Italia si esaltano le
azioni di Giuseppe Garibaldi in America Latina, per la libertà di quei
popoli. Carlo Pisacane firma, insieme ad altri ufficiali borbonici, la
sottoscrizione per l'invio di "una sciabola d'onore" all'eroe
dei due mondi. Il 12 ottobre Carlo subisce un'aggressione - a scopo di
rapina o piuttosto a scopo intimidatorio per il legame che egli ha stretto
con Enrichetta Di Lorenzo - ed è gravemente ferito. Rimane a lungo in
pericolo di vita. Enrichetta legge La mare au diable ed altre opere di
George Sand, scoprendo attraverso la scrittrice francese che "l'amore
legittima tutto" al di sopra di ogni convenzione sociale e che anche
le donne hanno diritto all'autodeterminazione.
1847.Ai primi di febbraio Carlo ed Enrichetta
lasciano Napoli, imbarcandosi sul postale francese Leonidas. A Livorno
riescono a far perdere le loro tracce alla polizia, da cui saranno
tuttavia a lungo perseguitati.
Il 4 marzo giungono a Londra, sotto falso nome:
sono Enrico e Carlotta Lumont. Si trasferiscono poi a Parigi, dove vengono
arrestati dalla polizia il 28 aprile, con l'accusa di adulterio e di
passaporto falso. Ma vengono liberati dopo pochi giorni ed autorizzati a
rimanere in città. Frequentano il salotto di Guglielmo Pepe dove entrano
in contatto con personalità quali Alphonse de Lamartine, George Sand,
Roben de Lamennais, se non di persona, certo attraverso gli scritti ed i
dibattiti, Qui nasce Carolina, la loro prima figlia, che vive solo tre
mesi.
Il 21 ottobre Carlo si arruola nella Legione
Straniera e viene mandato in Algeria: esperienza deludente come membro di
un esercito che reprime proprio quei moti di libertà e di indipendenza
nazionale che gli stanno tanto a cuore.
1848.Il 28 marzo sbarca a Marsiglia con
l'intenzione di partecipare alla mobilitazione anti austriaca.
Il 14 aprile giunge a Milano, esultante per le
promesse di libertà aperte dalle Cinque Giornate, ed è arruolato a
Desenzano sul Garda nella Il legione lombarda. Prima dell'arruolamento
aveva scritto una memoria Sul momentaneo ordina-mento dell'esercito
lombardo. Dopo l'armistizio di Salasco ( 9 agosto) si rifugia a Lugano.
A metà dicembre raggiunge a Vercelli il suo
Reggimento che fa ormai parte dell'esercito sabaudo.
1849.Il 26 febbraio si congeda dalle file
piemontesi e corre a Roma, dove il 9 dello stesso mese era stata
proclamata la repubblica. Si mette immediatamente in contatto con Giuseppe
Mazzini ed entra a far parte della Commissione, di soli cinque membri,
incaricata della difesa e della riorganizzazione militare della città. Ha
delle divergenze con Garibaldi.
Il 27 aprile succede a Luciano Manara come capo
sezione dello Stato Maggiore. Il 30 aprile, quando i francesi iniziano le
ostilità, Carlo è tra i difensori di prima fila, mentre Enrichetta si
prodiga nel curare i feriti.
Il 3 maggio Carlo è promosso colonnello. 1118
giugno muore sua madre. lì 3 luglio le truppe Francesi entrano in città
e Pisacane viene arrestato, poi, liberato grazie all'intervento di
Enrichetta, prende la via dell'esilio.
Il 2 agosto giunge a Ginevra. Successivamente è
a Losanna, a Lugano ed infine, a novembre, si trova di nuovo a Londra. Qui
entra in contatto con le idee del socialismo utopico sia inglese che
francese, in particolare Louis Blanc.
1850.A giugno Carlo ed Enrichetta, ammalata,
tornano in Italia, a Genova. La coppia attraversa un periodo di crisi.
Carlo parte per Lugano e tornerà dalla sua compagna solo ai primi di
novembre
Issi. Esce ai primi di agosto, sempre a Genova,
il saggio Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49. al quale Carlo
aveva lavorato a lungo e che sarà l'unica sua opera pubblicata in vita.
1852.Il 28 novembre nasce la seconda figlia,
Silvia.
1854.Genova è sconvolta da un'epidemia di
colera. Le difficoltà economiche dei Pisacane, che vivono di lezioni
private, si aggravano. Carlo lavora ai Saggi storici-politici-militari
sull'Italia.
1856.Fonda, insieme a Rosalino Pilo, il periodico
La libera parola. Comincia ad elaborare l'idea di una insurrezione
patriottica che prenda le mosse dal Sud d'Italia. Gli sembrano indicativi
di una volontà di riscossa alcuni episodi antiborbonici in Sicilia e
Calabria, e la costituzione di un comitato segreto insurrezionale a
Napoli.
1857.La spedizione di Sapri a metà giugno è
decisa. Alla vigilia della partenza Carlo consegna a Jessie White il
proprio Testamento politico.
Il 25 giugno salpa da Genova con il piroscafo
"Cagliari".
Il 27 giugno, un sabato, la nave attracca a Ponza
e libera circa trecento detenuti, di cui solo una dozzina circa sono
politici.
Il 28 giugno, all'imbrunire, gli insorti sbarcano
sulla spiaggia dell'oliveto, presso Sapri, ed entrano senza difficoltà
nella cittadina buia e silenziosa.
Il 29 giugno il gruppo dei patrioti entra a
Torraca, in festa per San Pietro. Tutto il paese, riunito nella piazza
dell'Olmo, ascolta il proclama insurrezionale letto da Carlo. Poi gli
insorti si rimettono in marcia e raggiungono a notte il Fortino.
Il 30 giugno, verso mezzogiorno, la spedizione
arriva a Casalbuono. Anche qui viene letto il proclama di Carlo, ma anche
qui nessuna nuova recluta si aggiunge ai trecento che, in serata, giungono
a Padula.
Il l° luglio, all'alba, le vedette annunciano a
Pisacane l'avanzare dell'esercito borbonico, che conta circa duemila
uomini. Verso mezzogiorno gli insorti cercano dirigersi verso la Certosa,
più adatta a resistere. Ma presto, essendo rimasti solo poco più di un
centinaio di superstiti, fuggono verso Buonabitacolo, paese presidiato
dalle guardie. Trascorrono così la notte nelle campagne.
Il 2 luglio all'alba, a Sanza, Carlo Pisacane e i
suoi sono attaccati dalla popolazione, aizzata dall'arciprete e dal capo
urbano. Carlo, dopo avere esortato i compagni a non attaccare quel popolo
sviato ed ignaro, cade colpito a morte, o forse, ferito, si procura da sé
la morte. lì suo corpo brucia con gli altri nel rogo appiccato dopo la
strage.
Il 4 luglio la polizia fa irruzione nella casa
dove Enrichetta è rimasta con la figlioletta Silvia.
L’11 luglio la casa è posta sono sequestro e
in seguito ripetutamente perquisita. La storia sentimentale di Enrichetta
e Carlo e data in pasto ai giornali come evento scandalistico.
1858,Enrichetta si trasferisce a Torino e poi a
Genova. Farà ritorno a Napoli solo due anni dopo, per restarvi fino alla
morte (1871).
1860.Con decreto di pensione vitalizia,
caldeggiato da Garibaldi e da altri patrioti, permette a Silvia, nel
frattempo adottata da Giovanni Nicotera, di trascorrere alcuni anni nel
collegio femminile di Peschiera, diretto da Luigi Mercantini, autore, tra
l'altro della lirica La spigolatrice di Sapri.
1877 Silvia Pisacane interviene presso Nicotera,
divenuto Ministro degli Interni, a favore di un gruppo di anarchici del
Matese.
1888. il 17 settembre, a nemmeno trentasei anni,
Silvia muore a Napoli. Giovanni Bovio scrive sulla sua lapide: 'lì
sospiro ultimo della tronca giovinezza mandai a Sapri. Fui Silvia Pisacane". |